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we just can’t choose our birthplace.

14
Jul

Lui preferisce imbrattare i giornali

Posted by staff on July 14, 2009 at 2:22 am


foto|corriere.it

A Milano di scritte, simboli indecifrabili e parole inutili ce n’è davvero ovunque. C’è chi preferisce lo spray o i pennarelli sul muro per essere alla moda “urbana” di più o meno.. 30 anni fa…
C’è chi invece preferisce imbrattare pagine di quotidiani con un sacco di parole tanto decifrabili quanto inutili diramate ad agenzie stampa.
Un’altra cosa li unisce oltre al fatto di esser molesti ed inutili. Il fatto che sicuramente si senton davvero importanti per quello che scrivono.

10 anni fa c’ era la “taglia“, oggi la “gogna“. I graffiti e lo schifo oggi son sempre gli stessi, più dieci anni di arretrati. L’unica cosa che non è mai cambiata oltre al danno è la molestia arrecata da De Corato e le sue continue e petulanti sbrodolate da prima pagina. Evidentemente nè lui, nè chi lo rielegge non imparano mai dai propri errori.
nel 2019? lascio a voi le previsioni. Secondo me è perfino inutile farne.

12 Giugno 1999

Taglia sui graffitari, da oggi un premio a chi li denuncia

Sanzioni tra 200 mila lire e 2 milioni.
Firmata l’ ordinanza che istituisce la ricompensa per chi segnala gli imbrattatori. A settembre l’ operazione muri puliti Taglia sui graffitari, da oggi un premio a chi li denuncia Sanzioni tra 200 mila lire e 2 milioni
Positivo giudizio di Assoedilizia
Da sinistra critiche alla parte repressiva Via libera alla “taglia” o “premio di collaborazione” antigraffiti.
Le polemiche che ne hanno accompagnato l’ annuncio, all’ inizio dell’ anno, non hanno impedito ieri al sindaco di apporre la firma sotto l’ ordinanza che, nel determinare le multe contro gli imbrattatori (tra 200 mila lire e due milioni) fissa in un terzo di queste la ricompensa per i denuncianti. Per incassarla non sara’ sufficiente limitarsi a indicare la presenza di writer, ma occorrera’ che la segnalazione vada a buon fine, cioe’ che le forze dell’ ordine fermino e identifichino l’ autore del graffito(1) (2). Il divieto di imbrattamento riguarda muri di edifici pubblici e privati, mezzi pubblici, strade e marciapiedi. “Pensavamo di dover attendere il prossimo anno per poter applicare le nuove regole - dice l’ assessore alla Sicurezza, Paolo Del Debbio - invece per effetto di alcune norme della Finanziaria, la normativa puo’ considerarsi gia’ in vigore. Repressione da una parte, prevenzione e cura dall’ altra. Il vicesindaco Riccardo De Corato ha ricordato ieri che la giunta ha approvato la delibera da 10 miliardi per l’ emanazione di una gara d’ appalto per la rimozione delle scritte. Si comincera’ a settembre con 400 edifici pubblici, che fino al 2001 diventeranno 1.670, mentre i miliardi impegnati saranno alla fine 30. Per ciascun edificio la Sovrintendenza valutera’ il tipo di intervento da effettuare
e bla bla bla…
in quel caso: “Positivo il giudizio di Assoedilizia, associazione dei proprietari immobiliari, soprattutto circa la possibilita’ per i privati di godere delle condizioni di prezzo stipulate dal Comune. Critiche sulla parte repressiva del piano antigraffiti vengono da sinistra. “Con la campagna elettorale le forze politiche che governano la citta’ sono riuscite pienamente a dare il buon esempio ai giovani imbrattamuri milanesi - attacca “Atomo” Tinelli (Prc) -. Hanno spiegato perfettamente il loro concetto di muri puliti tapezzandoli con i loro faccioni elettorali, bloccando provvisoriamente il regolamento comunale contro le affissioni abusive”. E l’ Unione degli Studenti chiede una ricompensa per la prima segnalazione: “Denunciamo i candidati del centrodestra che in questi giorni hanno reso le facciate delle nostre case irriconoscibili liberando la loro creativita”
(1) Mmmh.. sarà forse questo il punto che manderà a monte balengo tutta l’operazione? secondo me.. non forse, sicuramente.
(2) Sono da conteggiare dalla parte dei vandali anche tutte le segnalazioni effettuate dai cittadini e mai prese in considerazione?
sarebbe già icompensa più che sufficiente per chi avesse fatto segnalazioni l’esser preso in considerazione. figuriamoci tutto il resto…

12 Luglio 2009

Due writer costretti a ripulire il muro

De Corato: «Non è gogna mediatica»
Il video dei due al lavoro con tuta e mascherine diffuso alla stampa. «Un mezzo per persuaderli a non rifarlo»
Servizio cancellazione scritte»: inizia così il video che ritrae due writer milanesi “pentiti”, mentre cancellano i segni di spray dal muro della scuola Agnesi di via Tabacchi che proprio loro, il 20 luglio 2008, avevano imbrattato. I due, italiani di 23 e 29 anni, indossano tute bianche, guanti e mascherine. Poi, rulli alla mano, iniziano a ridipingere la parete. A supervisionare l’operato il vicesindaco Riccardo De Corato che, durante la proiezione del filmato alla stampa, ha commentato la definizione di «gogna mediatica». «Qui non c’è nessuna gogna - ha detto De Corato -. È un mezzo per persuaderli a non ripetere il gesto. È stato tutto concordato con il giudice di pace e con i due imputati». La punizione è stata infatti stabilita dal giudice di pace il 3 giugno per ottenere l’estinzione del reato. Ai due ragazzi è toccato inoltre il pagamento di mille euro a titolo di risarcimento, circa 400 euro per l’assistenza dell’Amsa e la videoregistrazione della ripulitura.
bla bla bla…
mentre in questo caso… “ASSOEDILIZIA CONTRARIA” Si definisce invece «perplesso» il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici. «La legge sul reato di imbrattamento è cambiata - afferma Colombo Clerici in una nota - sicché lo stesso ricade sotto la competenza del giudice ordinario, e ne vedremo gli effetti». «Ma qui - prosegue - si finisce per dare una pubblicità gratuita a giovani che probabilmente non van cercando nulla di meglio. La notizia circostanziata della loro punizione è già stata diffusa oggi e ne conseguirà l’effetto deterrente. Si copra il resto con un bel silenzio, che è il giusto coronamento di una punizione che voglia essere esemplare».

9
Jun

La penso esattamente così.

Posted by staff on June 9, 2009 at 10:51 am

Non è solo una questione di stima personale che ho nei confronti di Beppe Severgnini, è che credo che a pensarla in questo modo siam sempre di più.

Riporto da una lettera al suo blog+risposta:
Pensieri postelettorali

Ciao Beppe,
mi piacerebbe leggere un tuo parere su queste europee. Io mi permetto di esprimere qualche breve commento. Vorrei dire a Mister B che sarebbe il caso che si facesse un esame di coscienza e si guardasse un po’ dentro viste le numerose astensioni. Il risultato della Lega un po’ mi sorprende, ma probabilmente rispecchia il pensiero di tanti elettori insofferenti. Il crescente successo dell’Idv è forse anche dovuto al fatto che migliaia di sostenitori e simpatizzanti di Grillo, come il sottoscritto, hanno votato per De Magistris e Alfano (i due candidati segnalati dal comico). Mi spiace per Vendola, che ritengo un politico capace e per i radicali… ma forse è giusto che questi “movimenti” (forse non è più corretto chiamarli “partiti”) scompaiano. Ti vedremo al referendum?

Luca Dimunno, lucadim@libero.it

Sette pensierini postelettorali.
1. L’Italia resta un Paese di centrodestra. L’Europa va dalla stessa parte. In tempi difficili, è una reazione prevedibile.

2. Queste elezioni, di europeo, non avevano niente. Erano solo un sondaggio a carattere ufficiale sul gradimento del governo, che in Italia resta piuttosto alto.

3. Mister B ha fatto il bulletto (tanto per cambiare) alzando troppo l’asticella, e ha fallito il salto. Credo che i voti scivolati verso Lega e Udc (!) siano un regalino di Noemi al papi. Un avvertimento dell’elettorato, chissà se il Capo saprà coglierlo.

4. Il Pd è andato maluccio, ma poiché pensava di andare malissimo, è contento. Ma è chiaro che l’attuale dirigenza, e il progetto che incarna, non riescono più a emozionare l’elettorato. Renzi (Firenze) e Serracchiani (Friuli Venezia Giulia) non sono pronti per incarichi nazionali, ma la strada è quella.

5. L’IDV è Di Pietro. Credo abbia saputo inrtercettare lo scontento antiberlusconiano, ma dubito che il partito abbia un grande futuro.

6. La Lega è tosta. Non guardate al folklore delle dichiarazioni, ma alle mosse politiche. Possiamo non condivedirle, ma sono chiare.

7. La sinistra “comunista” (virgolette) è deceduta. Amen.

PS Non ho votato, domenica. La QN (quota nauseati) cresce, ma lo ammetto: l’astensione, in democrazia, serve a poco. Al referendum, come ho detto, voterò.

9
Jun

Milano, metà strada fra Africa ed Europa

Posted by staff on June 9, 2009 at 10:24 am

Quoto dal forum del Corriere della Sera
Martedì, 9 Giugno 2009
Milano, metà strada fra Africa ed Europa

E’ difficile avere voglia di votare qualcuno quando la mattina apri il giornale e leggi che nella tua stessa citta’ un bambino di tre mesi malnutrito viene usato per elemosinare ai semafori da una madre nomade la cui unica alternativa e’ tornare a casa senza incasso e prendere mazzate a iosa, ma mi sforzo, e uno come me che nella Patria ci crede, pensa che il voto sia un dovere, supera lo schifo e si avvia. Il sottoscritto cambia residenza da ‘Milano a Milano’ ben sei mesi fa: la mia tessera elettorale, avendo cambiato zona, e’ quindi da rivedere. Vado nello storico ufficio di Porta Romana sabato mattina: chiuso per restauri. Passo da Via Larga, e il portiere mi dice che l’ufficio elettorale e’ in Via Messina 52. Mi appresto ad andare: l’ufficio e’ a ridosso di uno dei depositi delle auto rimosse: Vigili Urbani a plotoni, nel cortile un manipolo di impiegati (tutti con regolare badge) e le solite chiacchiere di ‘cosa mi spetta’ e di ‘contratto’ tra una sigaretta e un caffe’ (saro’ anche prevenuto, ma non fanno molto per non farsi vedere…) ed entro nel salone. Salone che in realta’ e’ una grande stanza con un paio di banconi. Un portiere mi fornisce il modulo per la richiesta di una tessera con i dati aggiornati ‘casistica prevista dal modulo stesso’ e mi indica la fila. Siamo in una decina. Fermi e immobili perche’ al bancone c’e’ solo un impiegato che guarda nel vuoto. Dopo dieci minuti di brusio si chiede conto del fermo dell’attivita’ : stampante guasta. Morale l’ufficio elettorale del Comune aveva, sabato mattina, giorno di elezioni, UN computer, UNA stampante, DUE impiegati effettivi al lavoro di cui uno allo sportello a raccogliere le domande e uno al computer che elaborava (o meglio, avrebbe dovuto) le richieste. Dietro al bancone passano in processione un po’ tutti gli impiegati che erano fuori al pascolo. Un’occhiata, presa d’atto che tutto fosse fermo e via, chi alla macchinetta del caffe’, chi verso non identificate stanze per non identificati compiti da svolgere. Io non so cosa potesse fare di sabato mattina un ufficio specificatamente preposto all’assistenza elettorale. Ne’ posso invocare carenze di organico perche’ tra Vigili in chiacchiera e impiegati in ordine sparso ci siamo presi la briga di contare una ventina di persone. La fila si surriscalda, sono passati 40 minuti dal mio ingresso e ci sono persone che erano gia’ lì davanti a me in attesa che iniziano a dare di matto. Mi chiedo, guardando tutto cio’, cosa potra’ cambiare. Chi dira’ mai a queste persone che non e’ possibile lavorare in questo modo, e gia’ mi figuro le solite e invitabili risposte su carenze, budget, responsabili incapaci… Dov’e’ l’efficienza che il Sindaco proclama dentro questa stanza? E la ‘vicinanza al cittadino’ che Penati e Podesta’ promettono dai cartelloni? Dov’e’ Brunetta e le sue riforme della PA? Un computer e una stampante per una Milano che va a votare… questo e’ quanto meritiamo dopo avere chiuso gli occhi su tutto il resto, su tutto il marcio di questa citta’ che africana mi sembra che lo sia veramente quando diventi spettatore di queste scene? La fila miracolosamente si sbroglia, compare (siamo a un’ora quasi) un presunto responsabile che non si sa bene dove fosse fino a quel momento, la stampante riprende, arriva il mio turno, tre minuti e ho la mia nuova tessera elettorale che prendo al volo e mi allontano. Sono in un ritardo pazzesco per lavoro, l’appoggio sul sedile e la guardo al primo semaforo per capire dove dovro’ andare a votare. Sorpresa: vecchio indirizzo, stessa scuola di sempre, evidentemente SEI mesi dopo il cambio di residenza (certificato dai Vigili a suo tempo) io risulto ancora nella vecchia abitazione. Un’ora di fila per questo risultato. Mi guardano in fila beffardi La Russa, Penati e Podesta’ sorridenti e felici da una sequela di manifesti parlandomi di Europa e di progresso Dieci lettere, inizia per V…

Mario Fiorillo

31
Mar

Se Carla Bruni e Briatore fossero stati in Etiopia…

Posted by staff on March 31, 2009 at 12:46 am

Quoto da un articolo di Adriano Todaro:

Informazione. Un anno di Tv: 6 notizie dall’Etiopia; 208 su Carla Bruni

Le crisi umanitarie dimenticate dalla Tv nel rapporto 2008 di Medici Senza Frontiere e Osservatorio di Pavia. I Paesi e le malattie di cui le nostre Tv non parlano. Un mese di colera nello Zimbabwue vale 12 notizie; un’estate della coppia Briatore/Gregoracci, 33 notizie

Per l’ottavo anno consecutivo, Medici Senza Frontiere, in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, ha reso noto il rapporto sulle crisi umanitarie mondiali più gravi e ignorate dalle Tv italiane nel 2008.

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25
Feb

500 “incentivi” per non fare acquisti. in italia.

Posted by staff on February 25, 2009 at 1:57 pm

Pesa di più un Kg di ferro o un Kg di piume? mmmh… dai.. ovvio!
E Valgono di più 15000 Euro in Euro o 15000 Euro in Valuta estera? mmmh.. meno ovvio.
Mah.. si sa che c’è differenza tra grandezze fisiche ed economiche.
Certamente 15000 Euro in Zloty Polacchi (Pln) son più… voluminosi di 15000 Euro in Euro.. così come le Piume rispetto al Ferro ma… dei soldi si sa.. non è il Volume.. o il peso  che conta.. è il Potere d’acquisto. Quindi avranno maggiore o minore potere d’acquisto?
Se leggete tutta la storia però capirete meglio cosa voglio (ancora una volta) dimostrare…
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14
Feb

Da Montecristo a Marco Polo

Posted by staff on February 14, 2009 at 6:58 am

Leggo spesso “Italians” di Severgnini, ed ogni volta, al termine dell’articolo mi accorgo di quanto vorrei avere solo un briciolo della sua capacità di trasformare ciò che osserva in parole. Per questo posso usarne due che qui proprio ci stanno, anche a nome di tutti gli altri “italians” come me. Grazie Beppe! sei un grande.

Beppe Severgnini,
A Copenhagen c’era una ragazza di Ostia che insegnava danza del ventre, ma è meglio partire dall’inizio.

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11
Oct

Banksy e la Tribbù di ninja suckers italiani…

Posted by staff on October 11, 2008 at 7:10 pm


L’italia ha scoperto il “Guerrilla marketing”. cioè? è il momento del riaparmio e dei “suckers“.
Un esempio pratico.
TIM (e in generale la telefonia italiana) è ovviamente come tutto il resto in notevoli difficoltà e ci vuol poco ad indovinare perchè. Tutti i settori lo sono. Gli operatori di telefonia, con tariffe che hanno spillato da sempre mediamente più quattrini alla plebe italiana, ed ora con alcune (giuste) regolamentazioni in allineamento alla media EU ovviamente ora si trovano a dover gestire una notevole difficloltà di budget. guardacaso.. la voce pubblicità è una voce indispensabile ma dannatamente costosa. bisogna fare delle scelte e indirizzare il proprio target di “vittime” commerciali.
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10
Oct

Un mito: Nicola Antonucci.

Posted by staff on October 10, 2008 at 2:06 am


In questo periodo mi è assai difficile trovare tempo per scrivere, per lo meno sul blog qualcosa di personale. Forse è proprio colpa della situazione economica mondiale. E’ troppo importante, troppo grande. non posso permettermi che stia succedendo mentre io sia distratto a parlare, a scrivere o a leggere di qualcos’altro. Una volta tolta la spina a Radio e Tv, in modo che nemmeno per sbaglio possano inquinare la concentrazione, l’unico rimedio è  leggere, confrontare, guardare dove non avevo mai cercato. Cliccare dove ho osato raramente. E’ davvero qualcosa che ci cambierà, spero. Forse nemmeno l’italiano medio sarà più lo stesso, da quando ciò che da molti era preannunciato e da molti altri presmentito a voce ancor più alta sta avvenendo. E’ una caduta. E’ l’inizio di un’apocalisse morbida. L’inizio di un ritorno ad una economia in cui la finanza si occupi di scambiare ricchezze, risorse esistenti, senza illudere di poterne creare.
Quello che vedo in molti però, ed ho notato più volte è uno sguardo. è la conseguenza di uno stato d’animo, di una sensazione. Quella sensazione di tranquillità prima del panico, quella sensazione di estremo stallo, estrema leggerezza, quello sguardo perso che percede l’istante in cui Wile E. Coyote realizza di essere arrivato sparato nel punto più alto della parabola ed ora comincia la discesa. senza paracadute.
Questo l’ho notato.

Nel cercare un po’ qua e la varie opinioni di persone diciamo “informate sui fatti”, ho trovato illuminante un articolo scritto per ComplexLab dal co-fondatore Nicola Antonucci, di cui avevo già letto alcune pubblicazioni. Certamente aiuta ad aprire un po’ gli occhi ed a tenerli aperti, anche in caduta libera. Lo riporto qui. buona lettura.

“Think for the best, but for the worst prepare – Fernando Pessoa”
Scenari Complessi: dai Credit Default Swaps (CDS) alla “Deflazione morbida”

Ma dove siamo finiti…?!  E dove andremo a finire…?!?! (This is the end… - The Doors)
Prima, però, condividiamo una breve sintesi degli ultimi 8 anni, per condividere meglio i possibili scenari futuri di una realtà sempre più complessa, anzi….  sull’orlo del caos (o già oltre?)
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13
Sep

Inaugurazione “All’italiana”

Posted by staff on September 13, 2008 at 7:01 am

Premetto che non sono un amante delle cerimonie, e pensandoci bene.. ho sempre dribblato qualunque occasione di festeggiamenti e cerimonie “inutili”.
Calatrava ed i suoi progetti però li conosco da tempo, e personalmente credo sia il più grande ingegnere contemporaneo. Questione di stile e di gusti. Naturalmente. Read the rest of this entry »

13
Sep

Rassegna stampa sul quarto ponte.

Posted by staff on September 13, 2008 at 3:36 am

IL PONTE DI CALATRAVA - Parte il conto alla rovescia, transenne sulle rive
Canal Grande chiuso la notte del 7 agosto: sei ore per arrivare a piazzale Roma.
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