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we just can’t choose our birthplace.

13
Sep

Inaugurazione “All’italiana”

Posted by staff on September 13, 2008 at 7:01 am

Premetto che non sono un amante delle cerimonie, e pensandoci bene.. ho sempre dribblato qualunque occasione di festeggiamenti e cerimonie “inutili”.
Calatrava ed i suoi progetti però li conosco da tempo, e personalmente credo sia il più grande ingegnere contemporaneo. Questione di stile e di gusti. Naturalmente.Basta guardare però un attimo nel portfolio delle sue opere già realizzate e quelle in progetto per accorgersi di quanto sia ugualmente apprezzato (e anche scopiazzato..) da tutto il mondo.
Mi son chiesto spesso perchè in italia, sescrivente e sedicente patria del “disaign” del “fèscion”, e di tutte le panzane che ci raccontano, beh, di Calatrava e dei suoi ponti, delle sue stazioni o delle sue sculture urbane non ci fosse nemmeno l’ombra.
La risposta univoca non esiste. Forse perchè l’italia è più affezionata allo stile.. “mattonata sui genitali” dell’Architetto italosvizzero Mario “Mattone a vista” Botta, o forse perchè la pazienza per lavorare in italia non tutti ce l’anno.
Infatti.. credo sia proprio perchè Calatrava, in fondo dell’italia e della gente che la amministra la pensa come me. Si sarà accorto ancor prima di progettarlo, il piccolo ponte pedonale che aver a che fare con le amministrazioni e le “maestranze” pubbliche italiane, è come garantirsi un’ulcera perforante pur vivendo a regime di riso in bianco. L’aver a che fare con più problemi e grattacapi creati inutilmente che soddisfazioni e riconoscimenti, insomma.. una avventura che non vale la pena di affrontare.
E credo… il medico gli prescriverà astensione dal contatto con l’italia per lungo tempo. E sinceramente non credo sia lui ad aver bisogno dell’italia, bensì l’opposto.
Avrà infatti pensato.. “Se va a finir così, per un ponticello pedonale.. figuriamoci una stazione ferroviaria, un museo.. una torre di 150 piani..”
L’errore dell’italia è sempre lo stesso. semplice e banale quanto radicato in questa terra.
L’italia crede sempre d’essere indispensabile, protagonista in tutto e per tutti. Non di averne bisogno di tutto e tutti. Sarebbe così che l’architettura per sopravvivere ed elevarsi ad arte ha bisogno dell’Italia.. sarebbe così. Ma non lo è. L’italia ha bisogno anche di Calatrava.
Lo sa bene Saragozza che ha contato sull’ampliamento dell’aeroporto in vista dell’Expo2008, lo sa bene Valencia, dove il recente gran premio di Formula 1 a è stato uno spot per tutta la Spagna, per la città e soprattutto per Calatrava. Valencia ha dimostrato abilità nel reinventare gli spazi della recente America’s cup di vela estraendo dal cilindro un’opera stupefacente e combinandola con un sapiente marketing urbano con un nuovo evento dello showbiz come la formula1. Il ruolo di Calatrava, a Valencia come a Venezia, è quello di megafono pronto ad amplificare e rileggere la cultura dei luoghi e quello che le amministrazioni intendono comunicare. Sono personalmente convinto che Calatrava ne esca senza graffi, e sono certo che è giusto cosi. Ma sono Convinto che proprio data questa esperienza poco o nulla gratificante, prima di aver a che fare nuovamente con l’italia, beh.. ci penserà due volte.
A me spiace, perchè della matita di Calatrava, fosse anche solo il disegno di una pensilina d’attesa per il tram in fondo se la meritava anche Milano per lasciare un segno per l’expo del 2015, ma dubito nel fatto che la potremo avere, autentica, intendo.Quoto dal corriere:

Venezia, aperto il Ponte di Calatrava

VENEZIA - È stato aperto al transito, poco prima della mezzanotte, in sordina e senza cerimonie, il ponte della Costituzione, a Venezia. La struttura ideata dall’architetto catalano Santiago Calatrava, che collega le sponde del Canal Grande tra piazzale Roma e l’area della stazione ferroviaria, è diventato parte concreta della vita della città lagunare. Era stato il sindaco Massimo Cacciari a decidere che l’apertura avvenisse senza particolari cerimonie dopo le polemiche che anche nelle ultime settimane hanno segnato l’iter di costruzione del grande arco in metallo, pietra e vetro, eretto sul Canal Grande. Molte le persone che, trovandosi casualmente nell’area di piazzale Roma, sono state sorprese nel vedere togliere gli ultimi impedimenti e che hanno potuto attraversare il ponte illuminato.
«FRUTTO DELLE MAESTRANZE» - «L’opera è frutto del lavoro di tutte le maestranze e le imprese che vi hanno concorso - ha detto il sindaco Massimo Cacciari durante l’inaugurazione informale -, è stata pensata da un architetto di fama, ma senza la professionalità e il lavoro delle maestranze non si sarebbe potuto far nulla». Gli operai, da parte loro, hanno improvvisato una bicchierata aperta ai passanti, brindando alla fine dei lavori. «Bellissimo!»: l’assessore al patrimonio Mara Rumiz resta in adorazione del manufatto. «Si lega perfettamente con il resto della città - dice -. Questo ponte dà a Venezia una grande opera di architettura contemporanea: è uno stimolo per la città a non guardare solamente allo splendido passato, ma a vivere pienamente il presente e a darsi un futuro». Quanto a Cacciari, sembra abbia segretamente espresso il desiderio «di far concorrenza a Trinità dei Monti». «È il mio ponte più bello», aveva detto l’architetto Santiago Calatrava, in sopralluogo, all’inizio di settembre, mentre respingeva le critiche relative ai costi (undici milioni di euro, più un altro milione per l’ovovia per disabili che sarà ultimata e collaudata entro qualche mese) e ai tempi dell’iter. «È un atto d’amore per Venezia - aveva aggiunto il progettista - e alla civiltà italiana in generale».
APERTURA A SORPRESA - L’apertura a sorpresa ha anche dribblato eventuali contestazioni sulla scelta dell’amministrazione di sostenere una spesa non indifferente per un manufatto non indispensabile. Da parte sua, nel corso del sopralluogo con Calatrava, Cacciari aveva respinto le critiche affermando che l’amministrazione comunale «ha tutte le carte che dimostrano che il ponte non poteva costare un centesimo di meno». Intanto, in attesa che l’ovovia sia collocata, la giunta comunale veneziana ha deciso di offrire gratuitamente l’uso del traghetto tra Piazzale Roma e la Stazione, e viceversa, alle persone con scarsa mobilità.

Foto | Sebastiano Casellati/Vision

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1 Comment »

  Laura wrote @ January 6th, 2009 at 3:21 am

Ciao! Intanto approfitto per farti gli auguri di buon anno!
Sono stata a Venezia a fine dicembre e ho percorso questo nuovo ponte… non ti dico che fatica con la valigia fare tutti questi gradini… che poi sono bassi e lunghi quindi si può inciampare facilmente, gli stessi veneziani ci hanno confermato che parecchie persone cadono anche senza borse e borsoni! Con quello che è costato… Mah… E comunque non ho ancora visto nessuna ovovia per i disabili.

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