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we just can’t choose our birthplace.

15
Jul

Un quartiere medio di milano: il Ticinese

Posted by staff on July 15, 2008 at 4:17 pm

quoto da vivimilano

Bottiglie di vetro vietate dall’ordinanza del Comune allineate come birilli
Il Ticinese ostaggio della movida senza regole

Le stradine all’alba di ogni weekend diventano corsie infernali, con gente che urla, vomita, spaccia, si riempie di cocaIl dopo-movida: una delle foto inviate da un residente

MILANO - Adesso le vedete anche voi, le birre del Ticinese. Sui tetti delle auto, sulle moto, sui marciapiedi, sui cestini dei rifiuti, nelle stradine che all’alba di ogni weekend diventano corsie infernali, con gente che urla, vomita, spaccia, si riempie di coca, gioca a calcio con le lattine, ciondola con la musica a tutto volume fino all’alba. Bottiglie di vetro vietate dall’ordinanza del Comune, allineate come birilli davanti alle inutili telecamere dei vigili e fotografate prima dell’arrivo dei camion dell’Amsa da uno dei tanti cittadini disperati che sabato non è scappato al mare, in montagna o da una nonna in campagna, che alle due, alle tre, alle quattro ha cercato di prendere sonno e poi ha pensato che forse era meglio uscire a veder l’alba e scattare qualche flash da mandare al Corriere per dire che un conto è la movida e un altro è l’assedio degli Uruk-hai, i guerrieri della notte che ignorano le regole della civile convivenza.

Si può dire, senza senza essere un nemico della città dei giovani e dei riti che in ogni metropoli del mondo si consumano in qualche piazza simbolica, che quel che accade certe notti al Ticinese è una vergogna, un’inutile tortura per i residenti, un bivacco insensato che fa male a tutti, a chi lo fa e a chi lo subisce. Perché oltre al degrado, ai danni, ai muri ormai marci di piscio, alle risse a colpi di bottiglia, alla droga venduta in strada, agli abusivi che si arricchiscono sui divieti, c’è un allarme sociale che non può restare inascoltato: si chiama rumore, inquinamento acustico, decibel fuorilegge, schiamazzi fuori ordinanza. In Europa, dove si cerca una linea comune per tutelare i cittadini dal rumore molesto, Milano appare come una delle città messe peggio: peggio anche di Amsterdam o di Barcellona, dove le notti sono brave, ma a una certa ora scatta il coprifuoco del silenzio.
Ci sono limiti che non vanno superati, che devono essere rispettati. E se questo non avviene ci vuole qualcuno che si preoccupi di difendere i cittadini più esposti, qualcuno che si prenda la briga di garantire il sonno dei giusti anche a chi abita in corso di Porta Ticinese o via Vetere. Davanti alla querelle che si recita ogni anno è significativo il messaggio del cittadino-fotografo che ci ha fatto vedere l’infilata di bottiglie che sfidano il divieto comunale: lui ha scelto di abitare al Ticinese sapendo di andare a vivere in un luogo che brulica di vita per i locali, i ristorantini, i bar, e questo è il suo bello, dice, una miscela di tradizione e modernità rende il posto affascinante. Ma la vivacità non può diventare invivibilità, tra la quiete svizzera e quello che lui adesso chiama il Vietnam della notte, ci sarà pure un compromesso… Il Ticinese, secondo un rapporto dell’Agenzia per l’ambiente è il primo bacino di denunce a Milano per rumori e schiamazzi.
Ogni anno ai vigili arrivano valanghe di richieste di intervento. Ma se uno chiama i vigili alle quattro di notte perché qualcuno gli urla sotto il portone di casa, secondo voi succede qualcosa? Esce una pattuglia? «Io non ce la faccio più a urlare dalla finestra, a pregare perché piova, a camminare la domenica mattina in un tappeto di vetri». Ci sono residenti che hanno gettato la spugna: è una sconfitta della città. «Io vorrei vedere qualche pattuglia di vigili in più e anche qualche controllo contro il rumore. Non posso scappare dalla mia casa per poter dormire», scrive un’altra residente, trentenne. I giovani amano divertirsi, ed è giusto. Ma il rispetto per chi vive nel disagio lo è ancora di più.
Giangiacomo Schiavi

mio commento personale: il vero problema di milano non sono nè le bottiglie, nè gli ubriachi nè i gestori dei locali. il vero problema sono i vigili urbani. il resto sono cause della loro totale indifferenza e poca voglia di fare il lavoro che hanno scelto di fare. Il comune e le amministrazioni sembrano degli imbecilli quando si tratta di interventi per la sicurezza e l’ordine pubblico. la cosa piu intelligente che riescono a fare è installare telecamere, come se queste da sole potessero prevenire o addirittura sanare situazioni che rapidamente senza nessun controllo negli anni si sono trasformate in realtà da terzo mondo in una milano che aspira ad essere una città da esposizione universale. I cui amministratori si pavoneggiano già per dei successi che ancora son ben lontani dal poter ottenere. Questa è la milano che chiunque costantemente è costretto a vedere. una città ben lontana da un futuro civile, e una città grottescamente diversa dai video di presentazione dell’Expo2015.

12
Jun

italiani mattineri per protesta. alle 6.25…

Posted by staff on June 12, 2008 at 12:29 pm

Tornato da Londra da ormai una settimana, i “Quiet Carriages” ( ci son capitato per caso!! ) della First Great Western sono ormai solo un silenzioso ricordo lontano. La realtà qui è ben diversa ed scritta in un articolo di oggi del “messaggero“, di cui quoto:

“Sacchetti di immondizia segnaposto sulle poltrone prenotate: è quanto è successo questa mattina sull’Intercity 582 in viaggio dalle 6:25 da Napoli a Milano. Alcuni passeggeri hanno raccontato che, saliti sul treno a Napoli, hanno trovato quasi ovunque sacchetti di spazzatura sulle poltrone e nei corridoi del treno. Il convoglio è comunque partito.
I passeggeri hanno chiesto al personale di bordo che il treno venisse pulito durante la sosta a Roma, ma la pulizia non è stata fatta e il treno ha continuato regolarmente la sua corsa. «Speriamo che puliscano almeno a Firenze - ha detto una passeggera raggiunta telefonicamente -. Qui è pieno di immondizia e i controllori sostengono che i tre quarti dei bagni sono fuori uso, anche a me sembra che siano tutti chiusi»”

Mi permetto di commentare: “al di la della questione spazzatura (che parla già chiaro sulle condizioni dell’italia da sè) resta un fatto da dire: è incredibile che in italia chiunque, chiunque, chiunque possa indisurbato accedere ai treni, salire, e far quello che vuole… poi andarsene senza nemmeno avere il biglietto di viaggio. siamo al medioevo. pure in stazione centrale a Milano. lasciam perdere le altre. e basterebbe tanto poco, come a solito…”

21
May

Un (altro) italiano che se ne va.

Posted by staff on May 21, 2008 at 2:16 pm

quoto da Vivimilano

Claudio Bisio:
«Una città invivibile, che sembra aver preso la strada sbagliata. Me ne andrò presto, a Parigi o Barcellona»

MILANO - Una città invivibile, che sembra avere preso «la strada sbagliata» e da cui medita di andarsene «presto». Non è lusinghiero il giudizio che il comico Claudio Bisio, milanese doc, dà della sua città: una metropoli che a breve potrebbe lasciare, alla volta di Parigi o Barcellona. «Da qui me ne andrò presto - ha osservato Bisio - cerco casa a Parigi o a Barcellona»: a Milano «non ci sono piste ciclabili e non so più dove portare i bambini a dare due calci al pallone. Il concetto di vivibilità non esiste». La Capitale, prosegue Bisio, «ha parchi e maggiore attenzione al verde. Da noi - ha concluso - gli alberi vanno giù per fare parcheggi: temo che Milano abbia preso la strada sbagliata».

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